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2 novembre 2008

Massoni d'Italia sì, ma deceduti da un pezzo

Siamo alle solite. Quando un giornale (che sia scadente o di qualità, nessuno si salva) vuole fare uno scoop facile, parla di Massoneria. L'ultimo caso è quello della Voce delle voci, un mensile scadente che ha pubblicato a settembre la prima parte di una lista di appartenenti a logge massoniche. Il punto è che in questa lista figura un buon 40% di nomi di deceduti, segnale chiarissimo del fatto che questa lista (trasversale, vi sono nomi di appartenenti a varie obbedienza) è la stessa che circola in rete da un po' di tempo. Basta fare un giro in Google.
Ora, pubblicare nominativi di un'associazione sarebbe lecito solo in caso di sospetto di violazione di leggi e non è questo il caso, per cui si tratta di una violazione della privacy. E' quanto stabilito dal Tribunale di Napoli cui la questione è stata sottoposta dalla Gran Loggia d'Italia. Potete leggere parte della risposta del Tribunale seguendo questo link.




21 ottobre 2008

Da quanto tempo...



Salve a tutti.
Ho visto che è da giugno che non scrivo niente. Che vergogna. Soprattutto per quei cari amici che di tanto in tanto passano da queste parti.
Vi chiedo scusa, ne sono successe di cose... ma anche no. Intendo dire che non è necessariamente un grande evento che ci allontana da amici e luoghi (sebbene virtuali). Può essere sufficiente la pigrizia nel mio caso.
Vi assicuro che la pigrizia mi ha chiuso più di una porta in faccia, è più una malattia che una caratteristica del mio modo d'essere. Provo costantemente ad affrontarla, ma spesso e volentieri ha la meglio.
Ho inserito il logo della Gran Loggia d'Italia perché gironzolando sul sito ho visto che mi citano e citano la cara, vecchia Loggia "Corto Maltese" (andate in fondo alla pagina e vedrete). Mi ha commosso questa citazione, devo dirvi la verità, e così ho deciso di darne notizia su questo che è pur sempre il primo blog di Martin Rua (eh sì, ora c'è anche il myspace e il facebook...).
Continuate, vi prego, a seguire l'Ombra d'Argento. Prima o poi tornerà in una nuova avventura.
E' una promessa.



6 febbraio 2008

Lavori (ri)aperti - con aggiornamento

 

Mi sembra giunto il momento di riaprire i lavori della Loggia “Corto Maltese”. Lo faccio così, senza annunci, invio di domande o richieste di partecipazione. Pongo una questione mia e ne prendo in prestito una posta da PensieriDiUnMuratore.
Invito tutti coloro che siano interessati a farlo a scrivere un commento sui due seguenti argomenti:

.1 Scopi e obiettivi della Massoneria

.2 Donne e Massoneria: dite la vostra

Ogni commento ricevuto lo pubblicherò direttamente in questo post aggiornandolo.

Lavori aperti. Toc, toc, toc…

AGGIORNAMENTO
Stanno cominciando ad arrivare le prime tavole. Le trovate di seguito in questo stesso post.

PensieriDiUnMuratore

Massoneria e Yoga.
 
Per analizzare una Scuola Iniziatica, o meglio avvicinarsi ad un chiarimento dello scopo ultimo di questa, ed evidendiarne i limiti,  mi appresterò a far notare alcuni fatti non trascurabili di un'Iniziazione del tutto diversa nelle forme e nelle qualificazioni, ma che non può avere che il medesimo obiettivo finale, visto che per qualunque tradizione che sia completa non può che essere identico.
 
Niente di più facile oggi che cercare una palestra con un istruttore di Yoga. Con un pizzico di fortuna in più si riesce a trovare anche un'associazione culturale, che con meno rumore di una palestra, un po più di incenso e di arredamenti orientaleggianti propone corsi di Hatha Yoga.
Sicuramente sono tanti a praticare codesto "sport". Qualcuno legge anche libri sul tema, e chissà se leggendo qualche testo di Sri Aurobindo, di Shri Ramana Maharashi non appaia evidente la differeza tra ciò che cercano e praticano, e ciò che è propriamente Yoga.
Settanta anni fa René Guénon recensiva un libro dal titolo:
L'Hatha Yoga, o l'arte di vivere secondo l'India misteriosa.
Libro che "contiene riflessioni giustissime sull'inutile agitazione della vita moderna; gli esercizi che indica sono fra quelli che per lo meno non presentano nessun serio pericolo; e, su questioni come quella del regime alimentare, dà prova di una moderazione che contrasta felicemente con certe esagerazioni anglosassoni...
Solo che questo NON E' AFFATTO lo Hatha-Yoga; se  si vuole, è qualcosa che trae ispirazione dai suoi metodi fino a un certo punto, ma PER APPLICARLI A FINI TOTALMENTE DIVERSI. In effetti lo Hatha Yoga non è per nulla un'arte di vivere; esso è uno dei modi di preparazione al vero Yoga, vale a dire alla realizzazione metafisica, e se può produrre taluni effetti di tipo fisiologico non è che se li prefigga come scopi, non più di quanto miri, come altri hanno immaginato, a provocare lo sviluppo di poteri psichici: tutte queste cose sono solo accidenti nel senso più esatto della parola. Il che vuol dire che non deve essere considerato assolutamente come una forma di terapeutica...... ....
..Hatha è vero che vuol dire forza, ma nel senso di sforzo o addirittura di violenza in una accezione accostabile a quella della parola evangelica "Il Regno dei Cieli è dei violenti"....
...Ed un altro errore ancora è quello di pensare che lo Hatha Yoga, qual'esso è realmente, possa rivolgersi a coloro che non sono in nessun modo ricollegati alla tradizione indù....
...è ovvio che tale questione non ha da intervenire quando ci si proponga, come in questo caso, soltanto scopi del tutto estranei alla conoscenza tradizionale, ma, ripetiamo ancora una volta, allora non si tratta più di Hatha Yoga, e non ci si deve fare illusioni al proposito..." R. G.
Così è chiaro che quando la Realizzazione Metafisica è una meta non solo non raggiunta, ma neanche prospettata, e ci si limita all' "arte di vivere meglio", con tutte le sue varianti, di "fucina di etica e di morale", "scuola di dialogo e tolleranza", per "agire sul sociale", molti landmarks smettono di avere senso o almeno diventano difficilmente difendibili.
Nessun anatema a riguardo, è evidente che tanti maestri di Yoga occidentali vivono meglio dei loro coetanei. L'importante è sapere cosa si cerchi e perseguire la strada che si prospetta come naturale conseguenza dell'obiettivo che ci si è proposti.



Un Muratore

Scopi e obbiettivi della Massoneria: A mio modesto avviso lo scopo della massoneria è quello di renderci persone "pensanti" attraverso i suoi insegnamenti dati dai simboli e dalle allegorie; l'obbiettivo e il perfezionamento morale e spirituale dei suoi adepti e, mediante essi, dell'umanità intera.

Donne e Massoneria: appartengo ad un obbedienza mista, e sinceramente trovo assurdo che nel 2008 si utilizzi come pretesto della non ammissibilità delle donne in Massoneria le costituzioni del reverendo anderson scritte negli anni "20 del 1700, teniamo conto che in quel periodo si dibatteva sul fatto se le donne avessero o no un'anima, o se fossero equiparabili a degli animali...Spero che oggi non ci sia più nessuno che si ponga tali interrogativi (tantomeno dei massoni!!).
Sarò cattivello, ma, secondo me, se da domani la Gran Loggia Unita d'Inghilterra e le Grandi Logge americane decidessero di aprire le porte dei loro templi al gentil sesso, le comunioni massoniche nostrane non esiterebbero un attimo ad ammettere le donne. Molti massoni del GOI che conosco sono favorevoli all'entrata in Massoneria delle donne, mi pare che tempo addietro addirittura Raffi si fosse detto possibilista sulla questione..Ma dopo essersi giocati il riconoscimento inglese non credo che vogliano giocarsi anche quello delle potentissime logge americane...
 

DOM

Tutti noi abbiamo sotto gli occhi ciò che quotidianamente di negativo avviene nei vari ambiti del viver civile e non possiamo non convenire che certi comportamenti sono, purtroppo, sempre più diffusi. Il corrente modo di agire sembra essere più che mai caratterizzato dall'aggressività . Basta uscire di casa e subito si può vedere qualche episodio sintomatico. L'abitudine alla prevaricazione si manifesta ovunque: nelle strade, negli uffici, nei condomini e nelle scuole. Le statistiche ci dicono, infatti, che le liti – giudiziarie e non - sono in netto incremento; che alto è il contenzioso tra amministrazioni e cittadini; che anche il fenomeno del bullismo tra giovani è sempre più diffuso. In ogni strada si litiga per le precedenze e, anche se queste sono stabilite da appositi cartelli, molti pensano di avere unilateralmente diritto a deroghe. Oggi sembra quasi che il principio che regola l'umana convivenza sia sempre più quello dell' "homo homini lupus". E' così? E se è così a cosa è servito il cammino dell'uomo nella storia? A cosa il lavoro ed il sacrificio di milioni di uomini che per noi hanno realizzato la via del progresso? E ancora com'è possibile che sia così difficile trovare persone disposte ad assumersi ruoli che non danno vantaggi materiali? Come mai nella nostra realtà è scarsamente presente il valore della gratuità? Com'è che così poco interessa il valore dell'amicizia considerato che spesso, e con estrema facilità da parte dei più, si decide a cuor leggero di comprometterla? Perché quasi nessuno usa modi gentili (dal saluto cordiale al rispettoso riguardo) che, di norma, dovrebbero essere la regola?

 

Perché così frequentemente, nei rapporti interpersonali, invece di cercare di chiarire un malinteso lo si accantona volutamente in attesa, però, non di risolverlo ma di avere l'occasione propizia per infliggere il massimo danno? Come mai si ritiene impensabile perdonare i torti subiti ed assurdo chiedere perdono per quelli causati? Perché è così difficile trovare qualcuno che ispiri i suoi comportamenti alla mitezza, virtù astrattamente riconosciuta ma concretamente ignorata su cui, certamente, si fonda ogni processo di crescita individuale e collettiva? Perché così poca gente è disposta a compiere atti doverosi se solo comportano un qualche sacrificio? Come mai non si è capaci di riconoscer nulla agli altri se non per diretto interesse o ipocrita piaggeria?

 

Ebbene a seguito di tutte queste considerazioni mi convinco, però, sempre di più del fatto che ciascuno di noi deve operare affinché, al termine del proprio percorso terreno, il saldo sia attivo. Capisco che questa affermazione possa risultare astrusa e, dunque, cercherò di spiegarmi meglio. Ogni uomo sin dal suo primo vagito inizia a trarre dal mondo circostante tutto ciò di cui necessita (e questo è non solo comprensibile ma anche giusto) fino a quando ad un certo punto della vita, giunto all'autosufficienza , il rapporto deve invertirsi. Non solo secondo natura ma anche secondo cultura si deve iniziare a dare. Pensiamo ad una bilancia. Uno dei suoi due piatti dovrà normalmente pendere a favore del bambino; egli ha bisogno di cure e tutti devono sostenerlo: i genitori, gli educatori ed anche coloro che intervengono nei regolari processi di crescita. Quando, però, poi quel bambino è diventato adulto, finito il periodo della crescita e della formazione che lo porta ad essere autonomo, la bilancia non dovrà più pendere dal suo lato. Ora sarà lui che dovrà fornire al mondo che lo circonda, all'ambiente ove vive, il suo apporto costante e costruttivo. Purtroppo, spesso, il normale processo si inceppa e così vediamo tanti uomini ormai adulti ma, ahimé, non ancora cresciuti che invece di dare continuano a prendere ed a pretendere. Tante persone arrestano la propria fase di crescita mantenendo sempre sbilanciato a proprio favore il rapporto con il mondo.

 

Quando quel determinato soggetto ha raggiunto la soglia della responsabilità. Solo allora egli sarà cosciente del suo pieno ruolo, solo allora comprenderà che il suo essere individuo si completa unicamente con la dimensione sociale connaturata al suo essere uomo. Ed a quel punto avrà sempre presente un imperativo morale: ciò che si dà deve essere sempre più di quello che si prende ed il saldo sempre attivo a favore di quella VITA che esisteva già prima del nostro arrivo e che continuerà anche dopo noi. A questo punto risulta evidente, dunque, ciò che è necessario. Bisogna cominciare a ricostruire l'uomo recuperando un metodo che crei la Persona che – ricordiamo - può definirsi tale solo nella socialità e, quindi, nel rapporto con l'altro. Bisogna, inoltre, vigilare affinché l'uomo non venga mai ed a nessun livello espropriato della possibilità di scegliere cioè di esercitare la propria opzione morale. Anche quando non si hanno molte alternative è possibile esprimere una propria scelta e, più specificatamente, quella tra il compierla e l'astenersi dal compierla. E, dunque, bisogna continuare (…soprattutto e nonostante tutto…) ad aver fiducia nell'Uomo e nella sua facoltà primaria rappresentata dall'Etica e ciò essendo ben coscienti che, anche alle soglie del terzo millennio, il ruolo fondamentale della massoneria - che ricordiamo lavora da sempre per edificare templi alla virtù e scavare oscure profonde prigioni al vizio – non può che esser fondamentalmente uno: quello di formare coscienze mature che siano in grado di essere l'avanguardia morale della nostra società, di assumersi un ruolo pedagogico nei confronti della società stessa e di guida dell'opinione pubblica al fine di lavorare al bene e di orientare ogni attività al progresso civico. Questo lavoro per tutti i massoni è prioritario e non delegabile.

 

Nessuno può e deve sottrarsi a tale impegno verso sé stesso e verso l'ambito sociale nel quale vive ed opera continuando, in silenzio ed umiltà, a levigare la propria pietra ricordando sempre che tanto più si è individualmente avanti nel proprio percorso di crescita personale tanto più è necessario e doveroso impegnarsi affinché la nostra società prosegua il suo cammino e prosperi per mezzo e secondo i valori propri dell'Umanità.
T.F.A.






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27 gennaio 2008

Per un nuovo ecumenismo



C’è stata una bella replica all’intervista rilasciata dal Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, Luigi Pruneti, sull’edizione del 15 gennaio scorso de l’Opinione.
Chi replica è il professor Alessandro Bertirotti, docente di Antropologia Culturale presso diverse università italiane (Bolzano, Parma, Firenze, “Federico II°” di Napoli, Calabria, Catania), di Musicoterapia presso l’Università di Padova e Catania, di Music Therapy all’interno dell’Intensive Programme dell’Unione Europea presso L’Università degli Studi di Malta, oltre che autore di numerosi saggi.
Vi allego di seguito la replica che potete comunque trovare anche sul sito de l’Opinione.

L’effetto farfalla

Per un Nuovo Ecumenismo
di Alessandro Bertirotti

Leggo con piacere, sull’edizione del 15 gennaio, l’intervista che Gianni Fossati ha effettuato al prof. Luigi Pruneti, il nuovo Gran Maestro della Massoneria di Piazza del Gesù. Ho avuto occasione di conoscere Luigi durante una sua conferenza privata, in terra di Lunigiana, dove ho l’onore di abitare. Si è stabilito con lui, quasi da subito, un evidente feeling intellettuale, grazie al quale ci troviamo oggi a condividere idee e progetti culturali. Essere nel terzo millennio, a parte la spazzatura napoletana che dimostra la presenza di una classe politica letteralmente criminale al di fuori di ogni consapevolezza globale, significa assumersi nuove responsabilità, civili e sociali assieme. Quello che accade in una nazione produce evidenti conseguenze, non solo nella nazioni dove il fatto si è originato, ma anche in quelle che si trovano a notevoli distanze geografiche. È la grande scoperta del meteorologo Edward Lorenz con la quale si dimostra, già nel 1975, come il battito d’ali di una farfalla in Brasile sia in grado di provocare un uragano in Texas. Questa situazione prende il nome di butterfly effect, effetto farfalla.

In effetti, oggi le distanze sono solo virtuali, perché la velocità di comunicazione rende tutto a portata di click. Non sto dicendo nulla di nuovo, rispetto a ciò che da tempo affermano sociologi, antropologi ed economisti. Ciò che invece è decisamente nuova e la franchezza, la chiarezza e la lungimiranza che emergono dalle parole di Luigi, le quali riportano la nostra attenzione proprio sulla responsabilità che alcune Istituzioni hanno, seppure nella discrezione di azioni lenti e costanti che modifichino il sentire ed il pensare umani, nella formazione di una nuova umanità, che ho avuto l’occasione anche in questo quotidiano di definire Nuovo Umanesimo. Egli stesso dichiara nel Manifesto Massonico, il programma di lavoro da lui condiviso con la Gran Maestranza: “(…) La massoneria può proporsi alla profanità come una possente interfaccia culturale e una grande matrice di idee (…), perché la capacità di produrre idee morali, di divulgarle e di saperle trasferire sul piano delle realizzazioni è il primario desiderio dei massoni”.

Che cosa è la ricerca intellettuale se non una costante necessità di favorire l’abbattimento delle barriere fra i diversi gruppi e popoli umani? Per Luigi, si tratta di un necessitato storico, ossia di qualche cosa di ineludibile per tutti coloro che si professano portatori di idee. Lo si apprende non ora, che è diventato Gran Maestro, ma lo sappiamo da molto, grazie alla lettura dei libri, scritti secondo un’ottica tanto umanistica quanto galileiana. E per questo i suoi testi possono leggerli tutti, iniziati e profani.
Vorrà forse dirci che la Massoneria non sarà per tutti, ancorché sia certamente con tutti? Non vorrà, il Gran Maestro della Massoneria di Piazza del Gesù, dirci che non è necessario fare tanto baccano attorno alla varie Massonerie esistenti, quando sarebbe forse l’ora di rimboccarsi le mani e studiare sul serio, e tutti insieme, una strategia per migliorare le condizioni di un Tempio di tutti che si chiama Mondo Globale?

Io penso di sì, anzi ne sono fermamente convinto. Ritengo inoltre che questo messaggio sia assolutamente lungimirante, anche se apparentemente ovvio, proprio perché oggi, in un pianeta dove si va alla spasmodica ricerca della novità, sembra che si siano persi di vista i valori che hanno fondato la civiltà europea, come la lealtà intellettuale, la discrezione, la produzione di idee futuribili, l’attenzione alle condizioni di vita del pianeta e dei suoi abitanti, la libertà di pensiero, l’apertura verso l’altro, etc. Un solo esempio attuale: quello che accaduto a Benedetto XVI di fronte alla iniziativa di una Accademia come il più antico Ateneo di Roma!
Per questi motivi, saluto con piacere l’ascesa di un uomo come Luigi Pruneti, a questo ruolo importante e per il futuro di molte intelligenze mondiali. Caro Luigi, dunque, noli me tangere!





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6 settembre 2007

...triste settembre



Breve necrologio d’inizio settembre e una notizia.  Addio a Big Luciano, che è stato il portabandiera di quanto di buono ci sia nella cultura italiana (del passato, perché quella odierna tra reality, scandali e scarsa politica è meglio nasconderla…). Addio a Luciano Pavarotti.

Addio a Sabani, che mi è stato simpatico in passato. Poi non l’ho seguito più, ma lo saluto lo stesso. Ciao Gigi.

Addio a Lulù, la cagnetta di Pijou che si è spenta in terra di Grecia. Lì è stata sepolta, all’ombra di una vigna e tra i profumi del gelsomino. Addio Ludda...

Ora la notizia: vi segnalo un interessante serie di post sul blog di Sciamano. Argomento la Massoneria.

È tutto.


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permalink | inviato da martinrua il 6/9/2007 alle 10:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

27 luglio 2007

Anti-Massoneria all'epoca di Vichy

 

Gironzolando in internet si trova di tutto ormai, soprattutto schifezze e notizie errate. Se andate su un sito come youtube, poi, ciò che potete trovare ha dell’incredibile. Volutamente ho digitato la parola massoneria nel motore di ricerca della versione italiana di youtube e, sopresa sorpresa, ho trovato una cosa molto interessante che però io, da massone, non avrei mai pubblicato. Visto che però l’hanno già vista circa 26000 persone solo su youtube appunto, ho pensato di postare anch’io questa, diciamo così, chicca massonica. Si tratta, come vedrete, di due spezzoni di un vecchio film intitolato Forces Occultes (Paul Riche, 1943) in cui è chiaramente rappresentata una cerimonia d’iniziazione. Il rito si svolge in una loggia francese, una loggia che sembra seguire il Rito Scozzese, anche se quello praticato in Francia che è un po’ diverso dal nostro. In ogni caso il film porta in alto a destra il simboletto di RAITRE, quindi è andato in onda anche in televisione. I passaggi sono molto precisi e il motivo è semplice: i due realizzatori, Jean Marquès-Rivière e Jean Mamy (sotto lo pseudonimo di Paul Riche) erano due ex-massoni passati tra le fila dei filo-nazisti di Vichy. I due, pur volendo gettare veleno sulla Massoneria, hanno rappresentato alla perfezione la cerimonia d'iniziazione. Non ci sono infatti sciocchezze o mistificazioni come quelle che si vedono in film attuali (si veda, ad esempio, From Hell con Johnny Depp). La pellicola fu realizzata come propaganda filo-nazista e la Massoneria è vista negativamente come ordine al servizio degli ebrei. In realtà la scena dell'iniziazione è girata molto bene, come ho già detto, e questo è un fatto curioso: se gli autori avessero voluto davvero screditare la Massoneria, rendendo un servigio ad Hitler & co.,  avrebbero quanto meno dovuto rappresentare questa cerimonia a tinte più fosche. Invece è come un documentario. Saprò dirvi di più dopo che avrò visto il film intero che tra l'altro dura solo 43'.
In ogni caso, giudicate anche voi e fatemi sapere.


Forces Occultes: l'iniziazione - parte I



Forces Occultes: l'iniziazione - parte II


8 giugno 2007

Un Codice Egizio per Raimondo de Sangro (con aggiornamento)

AGGIORNAMENTO. Sono costretto a rimuovere il docufilm di Mariano Iodice perchè non riesco a disattivare l'autoplay! Raccoon mi tirerebbe le orecchie...! Comunque potete ancora vedere Codice Egizio seguendo questo link, che vi porta sul sito di Arcoiris Tv. Ciao...




Bene. Accantonata l’amarezza per l’inevitabile esclusione dai David (vedi post precedente), vi propongo ancora un filmato. Qualcosa di più attinente ai contenuti di questo mio masonic-blog: si tratta di Codice Egizio, un docu-film alquanto singolare. L’argomento è di quelli ghiotti: esoterismo a Napoli, Massoneria di rito egizio, Cagliostro, il Principe di Sansevero, l’alchimia e i luoghi di forza. L’autore, Mariano Iodice, è un giornalista e ricercatore, studioso di Massoneria (in particolare del rito egizio di Cagliostro). Il taglio del suo docu-film è sicuramente originale: dissolvenze, simboli che svolazzano in una atmosfera di sogno, le strade di Napoli trasformate in una scenografia naturale di sicuro impatto e, per finire, le musiche di Ennio Morricone. Tra le citazioni della sceneggiatura figurano anche dei passi tratti da Napoli Esoterica del compianto Mario Buonoconto. Un omaggio che il professore avrebbe gradito.
Dura circa 28 minuti, ed è stato trasmesso per la prima volta da Arcoiris tv. Vi assicuro che ne vale la pena. Buona visione e fatemi sapere cosa ne pensate.

17 aprile 2007

Totò le franc-maçon e i pistoleri d'oggi (con aggiornamento)



Non mi va, in genere, di commentare notizie shock, cronaca nera o altro, ma quanto accaduto in Virginia ha dell’incredibile. Un incredibile che diventa dolorosa consuetudine in un paese dove, se apri un conto in banca, ti regalano un fucile. 33 vittime, una trentina di feriti e il Presidente Bush che dice: «la scuola è un santuario che non dovrebbe essere violato». Ma davvero? Pensavo che fosse un poligono dove esercitarsi al tiro al bersaglio. Poi continua: «gli americani debbono potersi difendere, ma almeno le armi non si portino a scuola». Quest’ultima frase è incommentabile. Non voglio fare il qualunquista o il brontolone moralista di sinistra ma consentitemi di dubitare, quantomeno, di questo famoso secondo emendamento. 33.000 vittime all’anno, 8 minori al giorno: sono i caduti della libera circolazione di armi in America. Armi che servirebbero per difendersi. Ma chi li difende da se stessi? Naturalmente, è chiaro che la paura che viene inculcata nelle menti degli americani è l’azione di marketing più subdola della lobby delle armi, la stessa che ha sulla coscienza le migliaia di vittime della guerra in Irak.

 

Dopo lo sfogo, il malinconico ricordo. 40 anni fa si celebravano a Napoli i funerali di Totò. C’è ancora qualcuno che ignora che il Principe della risata fosse massone, 30° grado del Rito Scozzese per l’esattezza. Giacché l’inizio della sua militanza massonica coincise con l’epoca turbolenta delle purghe fasciste, (che imposero alle logge la cessazione dei lavori), si comincia ad avere notizie sicure riguardo alle logge che frequentò solo a partire dagli anni successivi al ’45. Ecco che spunta, allora, il nome della loggia “Fulgor Artis”, da lui stesso fondata e facente parte della Gran Loggia d’Italia di piazza del Gesù. Tale loggia annoverava tra le sue colonne numerosi artisti e rappresentò certamente la più importante esperienza massonica per Totò.

E sono sicuro che, con Fratelli come lui, nell’Oriente Eterno si divertono come pazzi.

AGGIORNAMENTO del 20/4
Il Fr.'. Sciamano mi ha dato l'idea per un aggiornamento, così ho pensato ad una chicca. Godetevela dalla voce stessa di Totò!






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permalink | inviato da martinrua il 17/4/2007 alle 16:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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